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	<title>Assemblea Antirazzista di Torino</title>
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	<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 13:43:51 +0000</pubDate>
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		<title>Attenzione!</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 13:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antirazzista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;assemblea antirazzista di Torino si è sciolta
Mercoledì 3 giugno 2009 l&#8217;assemblea antirazzista di Torino si è sciolta. Questo sito non sarà più aggiornato. La mailing list &#60;assembleaantirazzistatorino@autistici.org&#62; rimane attiva per scambiarsi idee e far conoscere iniziative.
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			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">L&#8217;assemblea antirazzista di Torino si è sciolta</h2>
<p style="text-align: left;"><strong>Mercoledì 3 giugno 2009</strong> l&#8217;assemblea antirazzista di Torino si è sciolta. Questo sito non sarà più aggiornato. La mailing list &lt;assembleaantirazzistatorino@autistici.org&gt; rimane attiva per scambiarsi idee e far conoscere iniziative.</p>
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		<title>Appuntamento sotto il Cpt</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 19:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antirazzista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

		<category><![CDATA[Cpt]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6054" title="9aprile09" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/04/9aprile09.jpg" alt="9aprile09" width="333" height="1000" /></p>
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		<title>Presidio davanti al CIE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 20:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antirazzista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

		<category><![CDATA[Cpt]]></category>

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		<description><![CDATA[L’assemblea antirazzista di Torino si era data appuntamento per le ore 15 del 28 marzo davanti ai muri del lager di Corso Brunelleschi, e aveva esteso l’invito a tutti i solidali con i reclusi che, rei di non possedere documenti in regola, lottano per la libertà. Si chiamavano CPT (Centri di Permanenza Temporanea), adesso si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’assemblea antirazzista di Torino si era data appuntamento per le ore 15 del 28 marzo davanti ai muri del lager di Corso Brunelleschi, e aveva esteso l’invito a tutti i solidali con i reclusi che, rei di non possedere documenti in regola, lottano per la libertà. Si chiamavano CPT (Centri di Permanenza Temporanea), adesso si chiamano CIE (Centri Identificazione ed Espulsione), sono le prigioni di chi affronta la fame, le torture e la fatica dei ‘viaggi della speranza’ verso l’Europa per fuggire da povertà, guerre e regimi, e ora non vuole, non può tornarci. Sono il teatro, nelle ultime settimane, da Torino a Milano, da Bari a Gradisca, da Bologna a Roma, di scioperi della fame e proteste, che diventano gesti disperati quando rimangono inascoltate.</p>
<p>Fuori dalle mura la polizia ci aspetta. Anche dentro le mura i migranti ci aspettano – e non possono fare molto altro. Gli antirazzisti non si fanno attendere, appendono striscioni di solidarietà ai reclusi in lotta e di invito all’azione diretta contro il razzismo. Arrivano ragazzi e ragazze, donne e uomini che non danno retta ai media che ogni giorno si impegnano a diffondere messaggi xenofobi per far sì che il razzismo diventi opinione comune e che con uguale impegno censurano i soprusi e le violenze che accadono dentro quei centri che vorremmo veder chiusi. E se gli immigrati sono arrivati per disperazione a cucirsi la bocca, a tagliarsi le braccia, a ingerire pile, i solidali hanno fatto rumore perché di fronte a gesti di questo genere non si può restare indifferenti, hanno quindi cercato di farsi sentire con musica a tutto volume, battendo con delle pietre contro segnali stradali, pali della luce e cassonetti, urlando ‘libertà’ – per loro e per tutti.</p>
<p>Da dentro a fuori vola un pallone: significa che all’interno del Centro hanno sentito la rumorosa presenza degli antirazzisti, anche se non possono vedere il folto gruppo di chi, da fuori, li sostiene. Poi cominciano ad alternarsi le dirette di Radio Blackout da tutte le città in cui, come a Torino, c’è un presidio per la chiusura dei CIE e gli interventi di chi, dentro gli stessi, lotta per la libertà.</p>
<p>Passano le ore e la pioggia, che cade abbondante, fa disperdere i presidianti. Ma ci saranno molti altri modi, e nuove occasioni, per farsi sentire e portare solidarietà ai migranti.</p>
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		<title>Chiudiamo i Cpt!</title>
		<link>http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/2009/03/chiudiamo-i-cpt/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 10:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antirazzista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

		<category><![CDATA[Cpt]]></category>

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Scarica, stampa, diffondi le locandine in italiano e in arabo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5924" title="28_marzo_arabo" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/28_marzo_arabo.jpg" alt="28_marzo_arabo" width="400" height="567" /><br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-5794" title="28_marzo" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/28_marzo.jpg" alt="28_marzo" width="400" height="568" /></p>
<p>Scarica, stampa, diffondi le locandine <a href='http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/28_marzo_ita.pdf'>in italiano</a> e <a href='http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/28_marzo_arabo.pdf'>in arabo.</a></p>
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		<title>Ma che cos&#8217;è l&#8217;Assemblea antirazzista?</title>
		<link>http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/2009/03/ma-che-cose-lassemblea-antirazzista/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 00:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antirazzista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[In tanti, in questi giorni, si chiedono cosa sia l&#8217;Assemblea Antirazzista e cosa faccia. La risposta è semplice, e la troverete tutta nella vecchia dichiarazione d&#8217;intenti – che ripubblichiamo qui sotto – e dentro al sito, che aggiorniamo collettivamente. 
 Perde il suo tempo, dunque, chi cerca tra di noi un portavoce che non c&#8217;è, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In tanti, in questi giorni, si chiedono cosa sia l&#8217;Assemblea Antirazzista e cosa faccia. La risposta è semplice, e la troverete tutta nella vecchia dichiarazione d&#8217;intenti – che ripubblichiamo qui sotto – e dentro al sito, che aggiorniamo collettivamente. </strong></p>
<p><strong> Perde il suo tempo, dunque, chi cerca tra di noi un portavoce che non c&#8217;è, chi cerca di attribuire all&#8217;Assemblea iniziative che l&#8217;Assemblea non ha firmato, chi cerca di cogliere tra le righe la condanna o la benedizione dell&#8217;Assemblea su questo o quell&#8217;avvenimento. </strong></p>
<p><strong> Perde il tempo suo e ce ne fa perdere a noi. E di questi tempi, il tempo è prezioso.</strong></p>
<p><strong><span id="more-5694"></span></strong></p>
<p><span style="font-weight: normal;">L&#8217;assemblea antirazzista nasce da un’urgenza. Un&#8217;urgenza che è venuta crescendo – giorno dopo giorno – nei luoghi che viviamo e nella coscienza di ciascuno di noi. </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> I roghi razzisti contro i rom, le aggressioni contro gli immigrati, la cappa feroce del razzismo istituzionale disegnano il presente terribile nel quale siamo forzati a vivere. </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> Si tratta di un&#8217;urgenza politica e sociale, ma anche, per chi ritiene, etica.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Stiamo provando a tessere una fitta rete di solidali, per porre argine alla violenza, per impedire gli sgomberi, per gettare i semi di un agire comunicativo capace di rompere la tenaglia del razzismo diffuso nei quartieri popolari dove la guerra tra poveri è ormai una realtà.  L&#8217;assemblea antirazzista non è un soggetto politico che firma appelli o documenti, che auspica o che condanna, che suggerisce linee o polemizza con “avversari”. Non è una nuova sigla. E neanche una nuova organizzazione nella quale riconoscersi, né una sommatoria di organizzazioni preesistenti. Al contrario, l&#8217;assemblea è una occasione per organizzarsi e coordinarsi, su proposte specifiche che coinvolgeranno solo chi le condivide, senza ricercare ad ogni costo l&#8217;unanimità. L&#8217;assemblea antirazzista, dunque, è un ambito di relazione, confronto, scambio di informazioni, elaborazione di possibili iniziative tra persone dal diverso orientamento politico e dalla diversa storia personale. È un luogo dove si intrecciano senza sovrapporsi percorsi di resistenza al razzismo, una sorta di assemblea permanente dove ciascuno rappresenta e mette in gioco se stesso, costruendo con altri un ambito dove confrontarsi e collaborare.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> L&#8217;assemblea antirazzista vive della necessità di mettere insieme intelligenze, energie, tempo, capacità e saperi per cominciare a ridisegnare lo spazio sociale della nostra città. Uno spazio violato dalle retate della polizia contro gli immigrati, dai raid fascisti e razzisti, dalla presenza di un Cpt dove la favola dell’eguaglianza dei diritti e delle libertà mostra – più che mai – l’atroce farsa della democrazia. Uno spazio dove si vive male tutti, perché il lavoro che non c&#8217;è, che è precario, pericoloso, mal pagato è nella quotidianità di ciascuno. Uno spazio dove la martellante propaganda razzista crea solchi sempre più larghi, dove il risentimento verso gli ultimi prende il posto dell&#8217;odio per chi comanda e sfrutta tutti. Occorre rompere il muro del silenzio e dell&#8217;indifferenza, spezzare la cappa dell&#8217;odio. La guerra tra poveri cancella la guerra sociale, distrugge la disponibilità all&#8217;incontro, corrode la solidarietà, apre la strada alla giungla sociale. </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> Ridisegnare il territorio significa in primo luogo presidiarlo, facendo sentire ad immigrati e clandestini la propria presenza solidale e rendendo la vita più difficile a fascisti, razzisti e forze del disordine statale. Ma non solo. Serve un&#8217;offensiva culturale diffusa che spezzi il cerchio della paura, apra spazi di incontro e relazione, ponendo le basi di un&#8217;azione comune contro i nemici di tutti, che restano quelli di sempre, i padroni che ci portano via la vita, giorno dopo giorno. </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> Nella roulette russa della guerra sociale c&#8217;è chi affonda e chi resta a galla. Ma la marea sale e cresce il numero dei sommersi. Chi resta ai margini, chi non resiste non dica domani che non sapeva, non dica che non voleva. </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> Chi non ferma la barbarie ne è complice.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mangiato bene? Volantinaggio tra i tavoli di Eataly</title>
		<link>http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/2009/03/mangiato-bene-volantinaggio-tra-i-tavoli-di-eataly/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 21:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antirazzista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

		<category><![CDATA[Materiale]]></category>

		<category><![CDATA[Cpt]]></category>

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		<description><![CDATA[È ora di cena e tra i tavoli e gli scaffali di Eataly, il rinomato supermercato della ristorazione del Lingotto, ci sono piccoli gruppetti di antirazzisti intenti a spargere volantini provocatori che denunciano le condizioni disperate degli immigrati rinchiusi nei Cie: «Mangiato bene? Io sono in sciopero della fame», «Qui la polizia ci picchia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È ora di cena e tra i tavoli e gli scaffali di Eataly, il rinomato supermercato della ristorazione del Lingotto, ci sono piccoli gruppetti di antirazzisti intenti a spargere volantini provocatori che denunciano le condizioni disperate degli immigrati rinchiusi nei Cie: «Mangiato bene? Io sono in sciopero della fame», «Qui la polizia ci picchia e la Croce Rossa non dice niente. Mangia che ti passa!» Dopo aver diffuso migliaia di bigliettini gli antirazzisti si riuniscono, si armano di megafono e striscione, ed inscenano un piccolo corteo tra la folla continuando a distribuire volantini. Positiva la reazione del personale e di molti clienti, che capiscono il significato della protesta.</p>
<p><span id="more-3874"></span></p>
<p>Ecco il volantino distribuito:</p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3884" title="bocca cucita" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/retro.jpg" alt="bocca cucita" width="287" height="300" /></p>
<p><strong>SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO?</strong></p>
<p><em>Se immaginassimo uno straniero che, ignaro sugli usi del nostro paese, si facesse oggi un giro in questo supermercato del gusto, certamente si farebbe l&#8217;idea di una società civile e raffinata, ove ciascuno è libero di soddisfare come preferisce i propri appetiti e desideri. Purtroppo le cose non stanno così, e gli stranieri in particolare non se la passano affatto bene.</em></p>
<p><em>Per questo siamo qui oggi, affinché nessuno si dimentichi che questi privilegi sono possibili solo al prezzo di vergognose diseguaglianze, sulle quali non è più possibile tacere. Non è un mistero per nessuno che ormai la stragrande maggioranza dei lavori più bassi e faticosi, dalla raccolta nei campi alla cura dei nostri anziani, dai cantieri edili alle pulizie, siano lasciati agli immigrati. Mal pagati, sfruttati e denigrati dai padroni italiani, sono costretti a vivere a testa bassa in cambio delle nostre briciole, col ricatto costante di essere trovati senza documenti ed essere trattenuti in un CIE. In questi luoghi i pestaggi da parte della polizia sono all&#8217;ordine del giorno, come le omissioni di soccorso del personale medico e gli psicofarmaci nascosti nel cibo per provocare un sonno lungo e silenzioso. Con le nuove normative in materia di sicurezza ora la prigionia è stata prolungata fino a sei mesi; poi c&#8217;è l&#8217;espulsione coatta.</em></p>
<p><em>E tuttavia questo regime di paura e segregazione non sembra togliere l&#8217;appetito agli italiani.</em></p>
<p><em>In questi ultimi giorni, da quando i reclusi del Centro di Lampedusa hanno deciso di ribellarsi e bruciare quel lager, in molti CIE si susseguono rivolte e gesti disperati, da Malta a Milano, da Bologna a Gradisca d&#8217;Isonzo. A Torino alcuni detenuti del CIE di Corso Brunelleschi si sono tagliati per protesta, qualcuno ha ingerito delle batterie e ne è rimasto avvelenato, qualcuno prosegue lo sciopero della fame e della sete, un altro ha cercato di impiccarsi, un altro ancora siccome ha reagito contro il poliziotto che gli toccava la ferita è stato arrestato e trasferito in carcere. A Bari si sono cuciti le labbra, a Roma dopo l&#8217;ennesimo morto i reclusi di Ponte Galeria sono entrati tutti in sciopero della fame. Il ragazzo algerino diceva di sentirsi male, ma il medico non l&#8217;ha voluto visitare, e gli è stato risposto che le medicine poteva andarsele a prendere al suo paese. È stato picchiato dalla polizia e il giorno dopo, giovedì mattina, è stato trovato morto.</em></p>
<p><em>Non staremo a guardare mentre politici di destra e di sinistra varano leggi razziste e diffondono parole di odio e persecuzione. Non ci rassegneremo all&#8217;indifferenza dei più, né al silenzio imposto dall&#8217;informazione di regime, perché non possiamo più sopportare di vedere gente perbene che assapora delizie mentre altri ingoiano ferri e sono costretti allo sciopero della fame per essere ascoltati. Chiedono di essere lasciati in libertà, ed hanno bisogno del nostro aiuto. Siamo sicuri che tra un bicchiere di vino biologico ed un risotto equo e solidale in molti avranno lo scrupolo di riflettere su questi fatti gravissimi che succedono con sempre più drammatica frequenza. Qualcuno forse ci griderà contro, altri vorranno sapere come fare qualcosa, nessuno in ogni caso potrà rifiutarsi di fare un piccolo esame di coscienza.</em></p>
<p><em>Se a ragione si dice spesso che siamo quello che mangiamo, non possiamo più nascondere ai nostri occhi quel confine sempre più netto che separa chi ha tutto da chi non è niente, chi è libero da chi è schiavo.</em></p>
<p><strong>CHIUDIAMO I LAGER! SOLIDARIETA&#8217; CON TUTTI GLI IMMIGRATI IN LOTTA PER LA LIBERTA&#8217;!!!</strong></p>
<p>Assemblea Antirazzista di Torino</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5874" title="8" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/8.jpg" alt="8" width="279" height="300" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4024" title="non mangio" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/1.jpg" alt="non mangio" width="287" height="300" /><img class="aligncenter size-full wp-image-4044" title="ferri brunelleschi" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/2.jpg" alt="ferri brunelleschi" width="278" height="300" /><img class="aligncenter size-full wp-image-4064" title="labbra" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/3.jpg" alt="labbra" width="286" height="300" /><img class="aligncenter size-full wp-image-4074" title="non mangio non bevo" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/4.jpg" alt="non mangio non bevo" width="288" height="300" /><img class="aligncenter size-full wp-image-4084" title="pile" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/5.jpg" alt="pile" width="279" height="300" /><img class="aligncenter size-full wp-image-4094" title="ferri modena" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/6.jpg" alt="ferri modena" width="287" height="300" /><img class="aligncenter size-full wp-image-4104" title="psicofarmaci" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/7.jpg" alt="psicofarmaci" width="287" height="300" /><img class="aligncenter size-full wp-image-4134" title="non voglio!" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/10.jpg" alt="non voglio!" width="286" height="300" /><img class="aligncenter size-full wp-image-4124" title="non posso" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/9.jpg" alt="non posso" width="287" height="300" /><img class="aligncenter size-full wp-image-4144" title="polizia e cri" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/11.jpg" alt="polizia e cri" width="278" height="300" /><img class="aligncenter size-full wp-image-4154" title="lavoro" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/12.jpg" alt="lavoro" width="286" height="300" /></p>
<p> </p>
<div id="attachment_4174" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1010px"><img class="size-full wp-image-4174" title="siamo quello che mangiamo?" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/fame.jpg" alt="il volantino" width="1000" height="700" /><p class="wp-caption-text">il volantino</p></div>
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		<title>Antirazzisti alla lavanderia del CIE</title>
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		<comments>http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/2009/03/antirazzisti-alla-lavanderia-del-cie/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 19:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antirazzista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

		<category><![CDATA[Barriera di Milano]]></category>

		<category><![CDATA[Cpt]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio un gruppetto di antirazzisti si presenta al civico 34 di via Santhià, nel cuore del quartiere popolare Barriera di Milano. Suonano al campanello della lavanderia &#8216;La Nuova&#8217; e chiedono del responsabile, iniziano a volantinare ai passanti e srotolano uno striscione con su scritto: «Nessuna pace per chi lavora al Cpt». Spiegano dal megafono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio un gruppetto di antirazzisti si presenta al civico 34 di via Santhià, nel cuore del quartiere popolare Barriera di Milano. Suonano al campanello della lavanderia &#8216;La Nuova&#8217; e chiedono del responsabile, iniziano a volantinare ai passanti e srotolano uno striscione con su scritto: «<em>Nessuna pace per chi lavora al Cpt</em>». Spiegano dal megafono che questa lavanderia ha l&#8217;appalto per lavare i panni provenienti dal CIE di corso Brunelleschi, non proprio un cliente come gli altri, non proprio delle macchie qualsiasi. Molti abitanti del quartiere, italiani e stranieri, si fermano ad ascoltare interessati. Qualcuno di loro alla lavanderia &#8216;La Nuova&#8217; adesso non ci andrà più, ed anche il titolare farebbe bene a riflettere se valga poi la pena di fare un lavoro così sporco.</p>
<p><span id="more-3824"></span></p>
<p>Di seguito il volantino distribuito durante l&#8217;iniziativa:</p>
<p><strong>PANNI PULITI, COSCIENZE SPORCHE</strong></p>
<p><em>Per impiccarsi: a questo servono le lenzuola pulite e stirate impeccabilmente dalla lavanderia La Nuova di via Santhià 34 a Torino.</em></p>
<p><em>E sì, perché la lavanderia La Nuova le lenzuola le lava e le stira per il CPT-CIE di Torino, il centro dove vengono rinchiusi gli immigrati senza documenti: la lavanderia La Nuova lava e stira panni sporchi senza chiedersi se provengano da un ostello della gioventù o da una gabbia disumana. “Fare la corda”, così si dice dentro le gabbie del Centro quando dalle lenzuola si ricava un cappio. L&#8217;ultima “corda” è stata fatta, solo lunedì scorso – per fortuna senza esito.</em></p>
<p><em>Solo tre giorni prima tre prigionieri del Centro di nome Mohammed, Faìs e Arabiyah si erano opposti al rimpatrio imminente nell&#8217;unico modo che avevano a portata di mano: tagliandosi, tagliandosi dappertutto e riempiendo le gabbie e le lenzuola di sangue. Sangue sparso per non partire, per non dover ritornare in un paese dal quale erano fuggiti tra mille pericoli. Sangue di chi è lasciato solo a lottare, sangue di chi urla a squarciagola senza che nessuno lo voglia ascoltare. Faìs, trasportato in ospedale, è stato arrestato con l&#8217;accusa di aver tentato di scappare dall&#8217;ambulanza; gli altri due hanno continuato ogni giorno ad urlare e a protestare, ad inghiottire pile e pezzi di ferro, a farsi del male pur di essere ascoltati. Un altro loro compagno di gabbia, intanto, ha iniziato uno sciopero della fame e della sete, deciso a farsi morire piuttosto di stare ancora mesi dentro alle gabbie del Centro.</em></p>
<p><em>Solo nel maggio scorso, un altro prigioniero del Centro, Fathi Hassan Nejl, è morto nella sua branda, lasciato morire dalla Croce Rossa e dalla Polizia. Lo hanno ammazzato, come ieri hanno ammazzato, nel Centro di Ponte Galeria a Roma, un ragazzo algerino che da due giorni stava male e che al posto delle cure ha ricevuto solo botte: «valle a prendere al tuo paese, le medicine» – gli hanno detto.</em></p>
<p><em>Siamo stanchi di sangue e di morti, siamo stanchi del razzismo di Stato! Siamo stanchi di tutti quelli che sul sangue e sui morti e sul razzismo ci guadagnano dei quattrini.</em></p>
<p><strong><em>Libertà per tutti gli stranieri! Libertà per tutti!</em></strong></p>
<p>Assemblea Antirazzista di Torino</p>
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		<title>Un soldato per ogni bella donna?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 17:39:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antirazzista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

		<category><![CDATA[Materiale]]></category>

		<category><![CDATA[Alpini]]></category>

		<category><![CDATA[Pacchetto Sicurezza]]></category>

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		<category><![CDATA[Torino Centro]]></category>

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Sabato 7 marzo

Corteo contro la violenza sessista, razzista e di Stato
Appuntamento ore 15 in Piazza Vittorio Veneto
Scarica, stampa e diffondi il manifesto
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3754" title="un_soldato" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/un_soldato.jpg" alt="un_soldato" width="595" height="839" /></p>
<h2 style="text-align: center;">Sabato 7 marzo</h2>
<p style="text-align: center;">
<h1 style="text-align: center;">Corteo contro la violenza sessista, razzista e di Stato</h1>
<h2 style="text-align: center;">Appuntamento ore 15 in Piazza Vittorio Veneto</h2>
<p style="text-align: left;">Scarica, stampa e diffondi <a href="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/03/un_soldato.pdf" target="_blank">il manifesto</a></p>
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		<title>Contro il razzismo, azione diretta!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 12:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antirazzista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[Pacchetto Sicurezza]]></category>

		<category><![CDATA[Porta Palazzo]]></category>

		<category><![CDATA[Torino Centro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 28 febbraio si è svolto il corteo contro il pacchetto sicurezza indetto dalla Rete Migranti. Vi hanno preso parte circa un migliaio di persone.
Gli antirazzisti dell’Assemblea Antirazzista di Torino si sono dati appuntamento in piazza della Repubblica, dietro il Palafuksas, nell’area che ogni domenica ospita il mercato abusivo degli immigrati. Da lì, dietro allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 28 febbraio si è svolto il corteo contro il pacchetto sicurezza indetto dalla Rete Migranti. Vi hanno preso parte circa un migliaio di persone.</p>
<p>Gli antirazzisti dell’Assemblea Antirazzista di Torino si sono dati appuntamento in piazza della Repubblica, dietro il Palafuksas, nell’area che ogni domenica ospita il mercato abusivo degli immigrati. Da lì, dietro allo striscione “contro il razzismo, azione diretta”, hanno fatto il giro della grande piazza, raccogliendo numerosi immigrati, prima di raggiungere corso Giulio Cesare, dove era fissata la partenza.</p>
<p>Il corteo si è diretto in centro attraversando piazza della Repubblica. All’angolo con corso Regina c’era Carossa, esponente di punta del Carroccio torinese, che si riparava dietro ad un folto nugolo di agenti in tenuta antisommossa. Dallo spezzone dell’Assemblea Antirazzista sono partiti slogan e cori finché il leghista non si è allontanato. Carossa non è nuovo a questi show, fatti per dimostrare ai media l’intolleranza dei suoi oppositori. Peccato che abbia poco da dimostrare: l’intolleranza al razzismo ha forti radici sotto la Mole.</p>
<p>Lungo il percorso sono stati affissi manifesti di informazione sul pacchetto sicurezza e numerose “informazioni proletarie” per difendersi da retate e controlli di polizia. Svariate telecamere sono state oscurate per dimostrare che i meccanismi di controllo possono essere inceppati.</p>
<p>In piazza Arbarello la polizia guidata dal vicequestore Mortola, che ha fatto carriera a Genova nel 2001, ha cercato di isolare e caricare lo spezzone dell’Assemblea Antirazzista, schierando la truppa in mezzo al corteo. La provocazione è rientrata subito: il resto dei manifestanti è accorso in coda ed il corteo è proseguito. Numerosi manifestanti si sono aggregati agli antirazzisti dell’Assemblea. In piazza Castello esponenti della Rete Migranti hanno attuato un’azione simbolica lanciando scarpe di gommapiuma contro i fantocci di Maroni e Berlusconi.</p>
<p>Il corteo è poi tornato alla partenza.</p>
<p>Il pacchetto sicurezza e le altre leggi razziste possono essere bloccate tramite l’azione diretta quotidiana nei nostri quartieri. La lotta continua ogni giorno…</p>
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		<title>Occupato l’ufficio del presidente di Kairòs</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 22:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antirazzista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

		<category><![CDATA[Cpt]]></category>

		<category><![CDATA[Foto]]></category>

		<category><![CDATA[Madonna di Campagna]]></category>

		<category><![CDATA[Occupazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La mattina di venerdi 27 febbraio un gruppo di antirazzisti ha occupato l’ufficio di Mauro Maurino, presidente del consorzio Kairòs e membro del consiglio direttivo di Connecting People.

Connecting People è in gara per l’appalto del CIE - Centro di Identificazione e Espulsione - di corso Brunelleschi. L’ennesimo gruppo di cooperative sociali in lotta per aggiudicarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mattina di venerdi 27 febbraio un gruppo di antirazzisti ha occupato l’ufficio di Mauro Maurino, presidente del consorzio Kairòs e membro del consiglio direttivo di Connecting People.</p>
<p><span id="more-3654"></span></p>
<p>Connecting People è in gara per l’appalto del CIE - Centro di Identificazione e Espulsione - di corso Brunelleschi. L’ennesimo gruppo di cooperative sociali in lotta per aggiudicarsi un lucroso affare, un affare sulla pelle di uomini e donne rinchiusi nei CIE sino alla deportazione in paesi dove non possono e non vogliono più vivere.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3644" title="maurino_aguzzino" src="http://www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino/wp-content/uploads/2009/02/maurino_aguzzino.jpg" alt="maurino_aguzzino" width="425" height="774" /></p>
<p>Gli antirazzisti, che si incontrano all’interno dell’Assemblea Antirazzista di Torino, intorno alle 11,30 di oggi, venerdì 27 febbraio, si sono dati appuntamento alla palazzina del consorzio Kairòs, in via Lulli 8. Al secondo piano sono entrati nell’ufficio di Mauro Maurino, che, senza nemmeno pronunciare una parola, si è attaccato al telefono ed ha chiamato la polizia. Mentre Maurino parlava con i poliziotti, gli antirazzisti hanno appeso dalla finestra uno striscione giallo dove campeggiava la scritta “Mauro Maurino aspirante aguzzino”. Di fronte all’ingresso della palazzina veniva aperto un altro striscione “No CIE, no espulsioni”.</p>
<p>Maurino, non pago di aver chiamato la polizia, ha accusato falsamente gli antirazzisti di aver spinto la segretaria, intimandole nel contempo di non parlare con gli occupanti. Un piccolo padre e padrone che minaccia un’impiegata suggerendole la favola da raccontare: la ragazza, dopo l’intimazione del capo, è scoppiata in lacrime. Il ricatto del lavoro è forte ovunque.</p>
<p>Di fronte al perdurare dell’occupazione Maurino e alcuni suoi collaboratori sono diventati loquaci, rivendicando l’intenzione di gestire in modo umanitario un lager, come già fanno le cooperative del consorzio impegnate con i detenuti delle carceri. La solita “sinistra” solfa: “meglio noi di altri”, “qualcuno lo deve fare, svolgiamo un servizio”. Peccato che i loro servizi non siano richiesti, perché l’unica aspirazione degli “ospiti” del CIE è la libertà. Le rivolte e le evasioni che segnano la storia infame delle galere per senza documenti sono la miglior risposta a chi crede di poter guadagnare sulla pelle dei reclusi, vantandosi di farlo nel “loro” interesse.</p>
<p>Nel frattempo arriva la digos ed identifica gli antirazzisti che volantinano in strada e raccolgono la solidarietà e l’appoggio di numerosi lavoratori di Kairòs, che non vogliono trasformarsi in secondini.</p>
<p>Dopo due ore gli occupanti lasciano l’ufficio. Ma è solo un arrivederci: chi si candida a gestire un lager li troverà ancora sulla sua strada.</p>
<p>Di seguito il volantino distribuito per l’occasione:</p>
<h2>Gestire un lager non è un’occasione</h2>
<p><em>Lo scorso 29 gennaio il consorzio Connecting People, di cui il consorzio torinese Kairòs è socio fondatore, ha depositato i documenti necessari per la partecipazione al bando di gara per la gestione del CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) di Torino per i prossimi tre anni, candidandosi a sostituire la Croce Rossa.</em></p>
<p><em>Connecting People in diverse altre città già dirige centri di prima accoglienza o per richiedenti asilo: un giro d’affari di decine di milioni di euro.</em></p>
<p><em>Uno dei registi dell’operazione sembra essere l’insigne Mauro Maurino, membro del CdA di Connecting People, ora intento a cercare di coinvolgere Kairòs, di cui è presidente, nell’affare CIE.</em></p>
<p><em>Come fatto ripetutamente nei confronti della Croce Rossa vogliamo ribadire che gestire un lager non è un’opportunità ma un’infamia, che i CIE vanno chiusi e che ciò può essere fatto solo con il boicottaggio totale di queste strutture e lo sviluppo di percorsi di resistenza alternativi sul territorio, che contrastino concretamente la tentacolare macchina delle espulsioni.</em></p>
<p><em>La lotta contro le galere per immigrati in attesa di deportazione si inserisce in quella più ampia contro leggi speciali come quelle del pacchetto sicurezza. Leggi che fanno della povertà e dell’essere straniero un reato, erodendo nel contempo la libertà di parola, espressione, associazione, manifestazione.</em></p>
<p><em>Dalle gabbie dei centri per immigrati esce costantemente un anelito alla libertà, che a volte si trasforma in grido e altre volte riesce a diventare rivolta; invitiamo tutti, dentro e fuori le cooperative sociali, a ascoltare e raccogliere queste istanze e a continuare a mobilitarsi contro l’industria dei nuovi lager fino alla loro chiusura.</em></p>
<h3>Per contattare Mauro Maurino presso il consorzio Kairòs di via Lulli 8/7</h3>
<h3>Tel.   011 2207819   – fax 011 2261342</h3>
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