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Il fazzoletto rosso a San Salvario

A Torino negli ultimi anni le retate di polizia a caccia di stranieri senza documenti sono diventate un triste rito quotidiano, specie in certi quartieri, dove vivono e lavorano tanti immigrati. Tra loro non sono pochi i clandestini.
Gli antirazzisti che fanno riferimento all’Assemblea Antirazzista di Torino cercano di contrastare le retate, mettendosi in mezzo, avvertendo la gente della presenza della polizia, facendo giri di sms per chiamare altri. Qualche risultato c’è ma è solo una goccia nel mare.
Non tutti riescono, di fronte a pattuglie schierate, uomini in armi e alla minaccia di una denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a gridare la propria indignazione o a segnalare agli stranieri del quartiere che è in corso un controllo.
Da gennaio è partita l’iniziativa “Il fazzoletto rosso” che mira ad ampliare il numero degli antirazzisti pronti a rendere la vita difficile ai cacciatori di uomini in divisa.
“Sappiamo che sei antirazzista. Dimostralo! Anche un fazzoletto rosso può bastare”. Migliaia di copie di un manifestino con questo titolo sono state affisse per le strade della città. Diffusa in italiano, francese, arabo, inglese, rumeno, spagnolo la locandina invita chiunque sia antirazzista a mettersi in tasca un fazzoletto rosso e, in caso di retata, tirarlo fuori e metterlo bene in vista. Lo straniero senza documenti che vede qualcuno con il fazzoletto sa che ci sono in giro le pattuglie e gira alla larga.
Naturalmente il gioco funziona solo se la pratica si diffonde ed è conosciuta da tutti.
Oggi i soliti antirazzisti si sono materializzati al mercato di piazza Madama Cristina, nel quartiere di S. Salvario. Armati di megafono, tavolino con fazzoletti rossi, “bugiardini” con le istruzioni per l’uso, per non dire di tre splendidi cartelli illustrativi di scene di vita cittadina, hanno iniziato a diffondere i primi fazzoletti rossi. Numerosi i curiosi, sia italiani che stranieri, che si affollavano intorno al tavolo, chiedendo un fazzoletto, una spiegazione o ridendo per la performance improvvisata in strada per illustrare l’uso del fazzoletto.
Il pomeriggio è proseguito con una sorta di presidio itinerante per il quartiere, con numerose soste negli angoli più frequentati. Una pattuglia di vigili urbani, con tanto di cani, manganelli e pistole hanno invitato gli antirazzisti ad andarsene, ottenendo in cambio qualche sberleffo. Non poteva mancare un posto di blocco di polizia al centro del quartiere, cui gli antirazzisti hanno risposto indossando il fazzoletto e piazzandosi ai quattro angoli dell’area avvertendo i passanti della presenza della polizia.
Numerosi stranieri hanno ringraziato per l’iniziativa.
Naturalmente gli antirazzisti hanno avvertito chi prendeva il fazzoletto che segnalare la presenza della polizia è illegale ma nessuno si è tirato indietro: un piccolo segno che di fronte alla barbarie diffusa nella nostra società c’è anche chi resiste.
A volte basta qualcosa di semplice ma concreto. Come un fazzoletto rosso.

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