Arrestato per aver deglutito un chewingum
Nell’ultimo numero in edicola, una nota ed autorevole rivista giuridica racconta di un ragazzo di colore arrestato alla fermata di un autobus torinese poiché, al passaggio di una volante, «deglutiva come se stesse inghiottendo ovuli». Nonostante la contrarietà del Pubblico ministero il giudice disporrà la sua scarcerazione, ma solo dopo aver verificato – per 48 ore consecutive!– che dal suo intestino non usciva altro che merda. In effetti, argomenta la rivista, a Torino «è forte la sensazione che se sei straniero, vieni comunque controllato e magari arrestato senza che ne sia sempre chiara la ragione» – oppure soltanto perché mastichi un chewing-gum. Mai paga di primeggiare nelle statistiche sugli arresti di spacciatori (o di masticatori di chewing-gum, o di clandestini, o di stranieri a caso – che dir si voglia), intanto, la questura di Torino chiede alla Gtt di installare sui tram un nuovo dispositivo, collegato direttamente agli uffici di via Grattoni e ad un Gps: l’allarme pusher-a-bordo. L’azienda dei trasporti, ovviamente, accetta di buon grado. Non tutti gli autisti, però, sono così entusiasti della novità.
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