Antirazzisti occupano l’entrata del Museo Egizio
Una trentina di antirazzisti occupa, nel primissimo pomeriggio, l’atrio del Museo Egizio di Torino. All’entrata viene appeso un grosso strisicione con su scritto: «Gli egiziani li volete solo schiavi, o morti». Sul momento, la guardia giurata e alcuni impiegati del museo danno in escandescenze, provando a rimuovere lo striscione e poi, addirittura, a chiudere il portone. Col megafono, gli antirazzisti raccontano ai turisti basiti la storia di Said, 29 anni, egiziano ucciso a colpi di pistola la settimana precedente in provincia di Varese. Aveva osato dar manforte al fratello mentre questi chiedeva al suo padrone italiano il pagamento degli ultimi stipendi. Poi ricordano le mille storie dei tanti che a Torino sono ridotti ad una vita di schiavitù perché senza documenti ed eternamente ricattati dalla possibilità concreta di finire espulsi, o incarcerati o uccisi. E poi ancora fischietti, volantini e battiture. E poi ancora discorsi per quasi un’ora e poi via tutti, prima che arrivi la polizia.
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