Continua la lotta dei reclusi, e la solidarietà
Dopo il morto di sabato mattina e la rivolta di domenica sera, il Cpt diventa il fulcro dell’interesse pubblico e politico torinese. Giornalisti e politici sfilano ai cancelli. Gli internati rifiutano il pranzo, mentre la polizia blocca la consegna dei pacchi che arrivano dai familiari o dagli amici. Terminato il giro dei politici e degli avvocati, le guardie prelevano i detenuti due per volta, per interrogarli. Durante gli interrogatori uno dei reclusi si denuda e minaccia di tagliarsi il ventre, ma i suoi compagni lo trattengono. Un altro sviene a causa della fame e quando i compagni chiedono l’aiuto della Croce Rossa i medici si rifiutano di entrare a soccorrerlo, finché non viene trascinato vicino al cancello e da lì portato via. Mentre dentro continua lo sciopero della fame, fuori dalle mura continuano le azioni di solidarietà degli antirazzisti.
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