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Attenzione!

L’assemblea antirazzista di Torino si è sciolta

Mercoledì 3 giugno 2009 l’assemblea antirazzista di Torino si è sciolta. Questo sito non sarà più aggiornato. La mailing list <assembleaantirazzistatorino@autistici.org> rimane attiva per scambiarsi idee e far conoscere iniziative.

Ma che cos’è l’Assemblea antirazzista?

In tanti, in questi giorni, si chiedono cosa sia l’Assemblea Antirazzista e cosa faccia. La risposta è semplice, e la troverete tutta nella vecchia dichiarazione d’intenti – che ripubblichiamo qui sotto – e dentro al sito, che aggiorniamo collettivamente.

Perde il suo tempo, dunque, chi cerca tra di noi un portavoce che non c’è, chi cerca di attribuire all’Assemblea iniziative che l’Assemblea non ha firmato, chi cerca di cogliere tra le righe la condanna o la benedizione dell’Assemblea su questo o quell’avvenimento.

Perde il tempo suo e ce ne fa perdere a noi. E di questi tempi, il tempo è prezioso.

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Appuntamento sotto il Cpt

9aprile09

Presidio davanti al CIE

L’assemblea antirazzista di Torino si era data appuntamento per le ore 15 del 28 marzo davanti ai muri del lager di Corso Brunelleschi, e aveva esteso l’invito a tutti i solidali con i reclusi che, rei di non possedere documenti in regola, lottano per la libertà. Si chiamavano CPT (Centri di Permanenza Temporanea), adesso si chiamano CIE (Centri Identificazione ed Espulsione), sono le prigioni di chi affronta la fame, le torture e la fatica dei ‘viaggi della speranza’ verso l’Europa per fuggire da povertà, guerre e regimi, e ora non vuole, non può tornarci. Sono il teatro, nelle ultime settimane, da Torino a Milano, da Bari a Gradisca, da Bologna a Roma, di scioperi della fame e proteste, che diventano gesti disperati quando rimangono inascoltate.

Fuori dalle mura la polizia ci aspetta. Anche dentro le mura i migranti ci aspettano – e non possono fare molto altro. Gli antirazzisti non si fanno attendere, appendono striscioni di solidarietà ai reclusi in lotta e di invito all’azione diretta contro il razzismo. Arrivano ragazzi e ragazze, donne e uomini che non danno retta ai media che ogni giorno si impegnano a diffondere messaggi xenofobi per far sì che il razzismo diventi opinione comune e che con uguale impegno censurano i soprusi e le violenze che accadono dentro quei centri che vorremmo veder chiusi. E se gli immigrati sono arrivati per disperazione a cucirsi la bocca, a tagliarsi le braccia, a ingerire pile, i solidali hanno fatto rumore perché di fronte a gesti di questo genere non si può restare indifferenti, hanno quindi cercato di farsi sentire con musica a tutto volume, battendo con delle pietre contro segnali stradali, pali della luce e cassonetti, urlando ‘libertà’ – per loro e per tutti.

Da dentro a fuori vola un pallone: significa che all’interno del Centro hanno sentito la rumorosa presenza degli antirazzisti, anche se non possono vedere il folto gruppo di chi, da fuori, li sostiene. Poi cominciano ad alternarsi le dirette di Radio Blackout da tutte le città in cui, come a Torino, c’è un presidio per la chiusura dei CIE e gli interventi di chi, dentro gli stessi, lotta per la libertà.

Passano le ore e la pioggia, che cade abbondante, fa disperdere i presidianti. Ma ci saranno molti altri modi, e nuove occasioni, per farsi sentire e portare solidarietà ai migranti.

Chiudiamo i Cpt!

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28_marzo

Scarica, stampa, diffondi le locandine in italiano e in arabo.

Mangiato bene? Volantinaggio tra i tavoli di Eataly

È ora di cena e tra i tavoli e gli scaffali di Eataly, il rinomato supermercato della ristorazione del Lingotto, ci sono piccoli gruppetti di antirazzisti intenti a spargere volantini provocatori che denunciano le condizioni disperate degli immigrati rinchiusi nei Cie: «Mangiato bene? Io sono in sciopero della fame», «Qui la polizia ci picchia e la Croce Rossa non dice niente. Mangia che ti passa!» Dopo aver diffuso migliaia di bigliettini gli antirazzisti si riuniscono, si armano di megafono e striscione, ed inscenano un piccolo corteo tra la folla continuando a distribuire volantini. Positiva la reazione del personale e di molti clienti, che capiscono il significato della protesta.

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Antirazzisti alla lavanderia del CIE

Nel pomeriggio un gruppetto di antirazzisti si presenta al civico 34 di via Santhià, nel cuore del quartiere popolare Barriera di Milano. Suonano al campanello della lavanderia ‘La Nuova’ e chiedono del responsabile, iniziano a volantinare ai passanti e srotolano uno striscione con su scritto: «Nessuna pace per chi lavora al Cpt». Spiegano dal megafono che questa lavanderia ha l’appalto per lavare i panni provenienti dal CIE di corso Brunelleschi, non proprio un cliente come gli altri, non proprio delle macchie qualsiasi. Molti abitanti del quartiere, italiani e stranieri, si fermano ad ascoltare interessati. Qualcuno di loro alla lavanderia ‘La Nuova’ adesso non ci andrà più, ed anche il titolare farebbe bene a riflettere se valga poi la pena di fare un lavoro così sporco.

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Un soldato per ogni bella donna?

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Sabato 7 marzo

Corteo contro la violenza sessista, razzista e di Stato

Appuntamento ore 15 in Piazza Vittorio Veneto

Scarica, stampa e diffondi il manifesto

Contro il razzismo, azione diretta!

Il 28 febbraio si è svolto il corteo contro il pacchetto sicurezza indetto dalla Rete Migranti. Vi hanno preso parte circa un migliaio di persone.

Gli antirazzisti dell’Assemblea Antirazzista di Torino si sono dati appuntamento in piazza della Repubblica, dietro il Palafuksas, nell’area che ogni domenica ospita il mercato abusivo degli immigrati. Da lì, dietro allo striscione “contro il razzismo, azione diretta”, hanno fatto il giro della grande piazza, raccogliendo numerosi immigrati, prima di raggiungere corso Giulio Cesare, dove era fissata la partenza.

Il corteo si è diretto in centro attraversando piazza della Repubblica. All’angolo con corso Regina c’era Carossa, esponente di punta del Carroccio torinese, che si riparava dietro ad un folto nugolo di agenti in tenuta antisommossa. Dallo spezzone dell’Assemblea Antirazzista sono partiti slogan e cori finché il leghista non si è allontanato. Carossa non è nuovo a questi show, fatti per dimostrare ai media l’intolleranza dei suoi oppositori. Peccato che abbia poco da dimostrare: l’intolleranza al razzismo ha forti radici sotto la Mole.

Lungo il percorso sono stati affissi manifesti di informazione sul pacchetto sicurezza e numerose “informazioni proletarie” per difendersi da retate e controlli di polizia. Svariate telecamere sono state oscurate per dimostrare che i meccanismi di controllo possono essere inceppati.

In piazza Arbarello la polizia guidata dal vicequestore Mortola, che ha fatto carriera a Genova nel 2001, ha cercato di isolare e caricare lo spezzone dell’Assemblea Antirazzista, schierando la truppa in mezzo al corteo. La provocazione è rientrata subito: il resto dei manifestanti è accorso in coda ed il corteo è proseguito. Numerosi manifestanti si sono aggregati agli antirazzisti dell’Assemblea. In piazza Castello esponenti della Rete Migranti hanno attuato un’azione simbolica lanciando scarpe di gommapiuma contro i fantocci di Maroni e Berlusconi.

Il corteo è poi tornato alla partenza.

Il pacchetto sicurezza e le altre leggi razziste possono essere bloccate tramite l’azione diretta quotidiana nei nostri quartieri. La lotta continua ogni giorno…

Occupato l’ufficio del presidente di Kairòs

La mattina di venerdi 27 febbraio un gruppo di antirazzisti ha occupato l’ufficio di Mauro Maurino, presidente del consorzio Kairòs e membro del consiglio direttivo di Connecting People.

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