Scheda critica: Officine Cinematografiche, CPA Firenze Sud 22/11/04 Un condannato a morte e' fuggito di Robert Bresson - '56 Ribelli. La nostra utopia e' con la minuscola: non quella dei grandi ideali con cui cambiare il mondo e affermare la societa' perfetta - rischiando cosi' di contribuire al peggiore degli incubi, cioe' un sistema totalitario - ma l'utopia dell'istintivo, insopprimibile bisogno di ribellarsi. Anche quando la realta' sembra imporre l' accettazione di un compromesso per " salvare il salvabile ", continuiamo a batterci per " l'evasione impossibile ". Essere consci che in questo mondo non c'e' possibilita' di evasione non basta a farci arrendere. Abbiamo in comune il fatto di essere considerati eretici da quanti si ritengono " veri rivoluzionari " o comunque depositari della " linea giusta ", quella che condurrebbe alla presa del potere, con l' inevitabile deriva fratricida. Dunque: perche' ribellarsi se si e' coscienti che la cosa peggiore che possa accadere a un rivoluzionario e' vincere una rivoluzione? Forse perche' senza l'utopia saremmo orrendi " cinghiali laureati in matematica ", o perche' vale la pena continuare a camminare verso l'orizzonte pur sapendo che e' " irraggiungibile ", e questo non giustifica chi rimane seduto a osservare cinicamente il mondo, magari accontentandosi di credere che sia " il migliore dei mondi possibili ". I ribelli non si rassegnano e non si arrendono, mai. Buona visione!